I droni sono rintracciabili?

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L’argomento “rintracciabilità” è sicuramente interessante quando si parla di droni. 

Poter rintracciare un drone, o poter essere rintracciato mentre si pilota sono due facce della stessa medaglia. 

Iniziamo con una risposta sintetica: 

I droni sono rintracciabili in maniera precisa in alcuni scenari e con alcune tecnologie, ad esempio Aeroscope. Oltre questo, la rintracciabilità del proprietario di un drone può anche essere fatta tramite documenti di volo, registrazioni e QR Code. 

È necessario quindi valutare i diversi scenari per capire se e come il nostro drone può essere rintracciato, o se noi possiamo rintracciare il drone di un altro per vari motivi. 

Rintracciabilità droni e Aeroscope DJI 

La rintracciabilità più precisa, e forse quella a cui la maggior parte dei nostri lettori sono interessati, è quella fatta in maniera diretta con sistemi tecnologici avanzati. 

In questo caso dobbiamo parlare del sistema Aeroscope di DJI. Aeroscope è uno strumento di rilevamento di droni e piloti. All’interno del suo raggio d’azione, che può arrivare fino a 50km, può rilevare in tempo reale i dati di volo, la traiettoria e la posizione del pilota. 

Ad oggi è molto utilizzato negli aeroporti, per ovvie ragioni, come struttura fissa. Oggi però DJI ha prodotto anche un’unità portatile, chiamata Aeroscope Portable Unit, che può essere spostata e utilizzata ovunque. 

Sebbene sia stato ideato da DJI, Aeroscope è in grado di captare e rintracciare droni di tutte le marche. 

Rintracciabilità tramite documenti di volo e QR-Code 

La rintracciabilità dei droni, ovvero capire dove o dove sono stati, e capire chi sono i proprietari, può avvenire anche in maniera differita, senza tecnologie particolari. 

Ad esempio, se devi volare in zone con restrizioni, dovrai per forza chiedere le necessarie autorizzazioni a ENAC, ENAV, prefettura e enti parco in caso di volo in parchi o riserve naturali, e in quel caso dovrai comunicare i tuoi dati personali come pilota, attestati e autorizzazioni. 

In questo caso è ovvio che, in caso di necessità, il pilota del drone può essere rintracciato. 

Se invece è un volo normale, senza restrizioni particolari, e qualcuno trova il tuo drone, o tu il drone di un altro, le forze dell’ordine potrebbero comunque risalire al proprietario usando il QR Code apposto sul drone (sempre che sia stato correttamente immatricolato), usando un normale lettore di QR Code. 

È ovvio che, se il pilota non si è registrato su D-Flight e non ha immatricolato il suo drone, allora in quel caso il drone potrebbe non essere rintracciabile. Questo però vorrebbe dire violare diverse altre leggi, anche penali. Ai furbetti sconsigliamo vivamente di fare pensieri di questo genere. 

Rintracciabilità altre marche di droni 

Come spiegato sopra, il sistema Aeroscope funziona anche con droni non DJI.

Quindi, le forze dell’ordine o gli organi preposti possono comunque rintracciare varie informazioni, dati e specifiche di droni di altre marche, anche durante il volo. 

Nello specifico, possono sicuramente rilevare posizione GPS, telemetria, segnale video e di solito anche la posizione del pilota. 

La questione transponder 

Non potevamo concludere questo post senza citare il sistema di tracciabilità per eccellenza, ovvero il famigerato transponder. 

Il transponder è un piccolo apparecchio che si può installare su ogni drone, e che può trasmettere in tempo reale, tramite bluetooth o wifi, i dati del drone (identificazione del drone, posizione del drone, posizione del pilota, telemetria, e altro). 

È chiaro che il transponder è lo strumento definitivo per la rintracciabilità dei droni. Tuttavia, la questione droni e transponder è da lungo dibattuta, essendoci una forte confusione tra regolamento europeo e italiano. 

Allo stato attuale, questa sembra essere la situazione: 

I droni senza marchio di classe CE e quelli autocostruiti non hanno l’obbligo di Transponder nelle limited open category nel periodo transitorio fino al 2023 e per sempre in classe A3, a meno che il Transponder non sarà richiesto per volare in determinati spazi di volo, spazi di volo che continueranno ad essere gestiti a livello nazionale (ENAC per l’Italia). 

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