Regolamento Droni 2024: Novità, Come funziona, Categoria Open e Marcatura

spiegazione regolamento EASA sui droni

Il regolamento droni 2019/947 definitivo, o regolamento UAS (Unmanned Aircraft System), è entrato ufficialmente in pieno vigore il 1° gennaio 2024.

Il regolamento di esecuzione 2019/947 della Commissione UE, relativo a norme e procedure per l’esercizio di aeromobili senza equipaggio, è stato inizialmente pubblicato il 24 maggio 2019. Il periodo tra 24 maggio 2019 al 31 dicembre 2023 viene chiamato “fase transitoria” dal vecchio al nuovo regolamento. Il 1° gennaio 2024 la fase transitoria è ufficialmente conclusa ed è in pieno vigore il nuovo regolamento UAS.

Il nuovo regolamento droni prevede alcune novità principali, quali la marcatura di classe obbligatoria per i nuovi droni e l’identificazione remota obbligatoria per i droni della categoria Specific. Per i droni della categoria Open era già previsto l’obbligo di identificazione remota.

L’impianto del regolamento per il pilotaggio di droni rimane quello introdotto nella fase transitoria. Il regolamento si basa sui principi di categorie di operazioni in base alla pericolosità, marcatura di classe per distinguere i droni in base a peso e caratteristiche tecniche, identificazione remota , requisiti per i piloti, assicurazione e limitazioni geografiche.

Il regolamento droni identifica 3 macro categorie: Open, Specific e Certified. La categoria Open è quella più facile a cui accedere, e si divide a sua volta in A1, A2 e A3. Per poter operare droni di peso superiore a 250 grammi all’interno della categoria Open è necessario ottenere un attestato (il primo è l’A1-A3, il secondo opzionale è l’A2). È previsto l’obbligo di registrazione del pilota (e dei relativi droni) su specifici portali online (in Italia D-Flight.it), di assicurazione, di rispetto delle limitazioni di volo in base alla zona, e di rispetto della privacy.

La marcatura dei droni è un sistema di classificazione e certificazione introdotto dal regolamento europeo. I produttori di droni che vogliono vendere i loro prodotti nel territorio europeo devono produrre droni secondo queste normative e certificare l’appartenza di un prodotto ad un determinata classe, che va da C0 a C6.

In questo articolo tratteremo il regolamento droni in maniera omnicomprensiva. Spiegheremo le novità, e tratteremo l’argomento in tutte le sue componenti principali.

Quali sono le regole più importanti da ricordare per volare con i droni?

Le regole principali del regolamento droni 2024 per la categoria Open sono elencate qui sotto.

  • Entrata in vigore: Il nuovo e definitivo regolamento droni è in vigore dal 1° gennaio 2024.
  • Paesi: Il nuovo regolamento droni è applicato in tutti i paesi UE più Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Islanda, escluso il Regno Unito.
  • Definizione di drone: I droni sono definiti come UAS (Unmanned Aircraft System), o in italiano Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto.
  • Obbligo di Attestato: L’Attestato A1-A3 per il drone (detto “patentino”) è obbligatorio per chi utilizza un drone che pesa 250 grammi o più, sia per uso hobbistico che professionale. L’utilizzo di droni di peso inferiore a 250 grammi ma muniti di telecamera (come il DJI Mini 4) non richiede l’attestato, ma solo la registrazione.
  • Obbligo di Registrazione: Gli operatori di droni devono registrarsi presso l’autorità aeronautica dello stato di residenza (in Italia presso il sito D-Flight.it), apponendo un codice QR-Code sui propri droni. Sono esclusi dall’obbligo di registrazione i droni sotto i 250 grammi che non hanno telecamere HD o dispositivi di raccolta dati sensibili, e i droni marcati come “giocattolo”. I droni di peso inferiore a 250 grammi ma muniti di telecamera hanno l’obbligo di registrazione.
  • Codice EASA e QR Code: Alla registrazione, gli operatori ricevono un codice EASA e devono applicare un QR code su ogni drone, non richiesto sul controller.
  • Età Minima Pilotaggio: L’età minima di pilotaggio per i droni è di 16 anni, riducibile a 12 dagli stati nazionali (16 anni in Italia).
  • Uso ricreativo e professionale: Non c’è distinzione tra uso ricreativo e professionale del drone. È possibile svolgere attività professionali con semplice registrazione.
  • Assicurazione: I requisiti assicurativi per i droni sono a discrezione degli stati membri (comunque sempre obbligatoria con droni sopra i 20 kg). In Italia l’assicurazione è sempre obbligatoria con copertura minima di €10.000 (a discrezione per i droni giocattolo).
  • Mappe D-Flight e Altezza Massima: Prima di volare con un drone, è obbligatiorio consultare le mappe D-Flight per le restrizioni di altezza o altro. L’altezza massima di volo in Europa di 120m, soggetta a limiti inferiori in certe aree.
  • Opzioni di Superamento Altezza: È possibile superare le restrizioni di altezza del volo con drone di 15m sopra un ostacolo entro un raggio di 50m, con permessi richiesti per ostacoli artificiali.
  • Categorizzazione dei Droni: I droni sono categorizzati in base a peso o classe, fattori che influenzano la prossimità a persone e aree urbane.
  • Categoria Open: Si suddivide in tre sottocategorie (A1, A2, A3) basate su classe e peso del drone, e dettano la prossimità a persone e aree urbane consentita.
  • Modalità VLOS: Il volo con drone è consentito solo in modalità Vlos (Visual Line Of Sight), ovvero il pilota del drone deve sempre mantenere il contatto visivo con il mezzo.
  • Marcature di Classe: I nuovi droni da gennaio 2024 richiedono marcatura di classe, che va da C0 a C6 (C5 e C6 fanno riferimento alla categoria Specific). L’appartenenza a una classe identifica il tipo di operazioni effettuabili (A1, A2, A3).
  • Marcatura droni pre-2024: I droni non in possesso di marcatura di classe che pesano più di 250 grammi sono abilitati a volare solo in A3. Quelli non in possesso di marcatura di classe che pesano meno di 250 grammi possono continuare a volare in A1.
  • ID Remoto: I droni con marcature di classe (escluso C0) devono includere il codice EASA dell’operatore nel loro ID remoto, che trasmette dati di volo accessibili a autorità e pubblico.
  • Divieti: I droni non possono trasportare merci pericolose e non devono volare durante operazioni di emergenza, ad esempio in presenza di ambulanze o elicotteri dei pompieri.
  • Privacy: I piloti di droni devono rispettare la privacy altrui, ed evitare di riprendere o di diffondere dati personali.
  • Volo Notturno: È consentito se il drone è dotato di un sistema di illuminazione con una luce verde lampeggiante per segnalare la sua presenza a persone a terra.
  • Volo FPV: È consentito con un osservatore accanto al pilota per mantenere il drone in linea visiva (Vlos) e avvertire il pilota di eventuali pericoli.
  • Volo Indoor: Non è soggetto a regolamentazione. La regola di buon senso principale è di non sorvolare persone non coinvolte.
  • Modalità “Follow Me”: È consentita solo con distanza massima di 50m tra drone e pilota.
  • Registrazione per Operatori Extra-UE: Gli operatori non UE che intendono volare nell’UE devono registrarsi nel primo stato UE in cui operano. La registrazione è valida in tutti i paesi europei menzionati.

È necessario approfondire in maniera esaustiva le regole fondamentali dei regolamento droni 2024, in particolare quelle relative alle categorie, alle classi di peso, alle operazioni consentite, alla sicurezza e alla privacy. Queste infatti sono le regole che più influenzano le normali attività di volo di ogni dronista.

Che cosa cambia nel nuovo regolamento droni 2024?

Il cambiamento principale nel nuovo regolamento droni in vigore dal 1° gennaio 2024 è l’obbligo per tutti i nuovi droni immessi sul mercato di avere una marcatura di classe, e per i droni Categoria Specific di avere un sistema di identificazione remota (ID Remote).

La marcatura di classe va da C0 a C4 per la categoria Open, da C5 a C6 per la categoria Specific. L’ID Remote deve essere sempre attivo e aggiornato. La marcatura ufficiale per i droni è quella che fa riferimento alla Classe, identicata come C0, C1, C2, C3, C4, C5 o C6. Una marcatura che semplicemente indica CE non è sufficiente.

I droni utilizzati nella categoria Specific devono essere dotati di un sistema di identificazione remota (Remote ID) attivo e aggiornato. Il Remote ID consente di identificare il drone e il suo pilota dalle autorità competenti durante il volo.

Come funziona il nuovo regolamento con i droni prodotti prima del 2024?

I droni già immessi sul mercato prima del 2024 o che comunque non possiedono una marcatura di classe ufficiale e certificata dal produttore potranno continuare a essere operati nelle seguenti modalità.

  • I droni con peso inferiore a 250 grammi (anche autocostruiti) possono operare in categoria A1, A2 e A3.
  • I droni con peso tra 250 grammi e 25 kg possono operare solo in categoria A3.
  • Il Remote ID non è richiesto per droni C0 (meno di 250 grammi) e droni autocostruiti.
  • Un drone Specific può essere reso idoneo con un Remote ID esterno omologato.

Come capire se il mio drone ha la marcatura di classe?

Per capire con certezza se il proprio drone è dotato di marcatura di classe ufficiale è necessario verificare la presenza del marchio “C”, o marchio CX, dove X sta per il numero della classe di appartenzza del drone.

Il marchio C si trova sull’etichetta del drone, e con il nuovo regolamento va da C0 a C6. Da C0 a C4 sono le classi per la Categoria Open (quella relativa ai droni commerciali in uso comune), mentre C5 e C6 sono le classi riservate alla Categoria Specific.

classi e marchio C nel sistema marcatura di classe dei droni

Come funziona il regolamento dei droni?     

Il regolamento EASA (Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea) sui droni si fonda sui principi generali di categorie di operazioni, marcatura di classe, identificazione remota, requisiti per i piloti e limitazioni geografiche.

Le “operazioni” nell’ambito dei droni si riferiscono a come e dove i droni possono essere utilizzati.  Esistono 3 categorie di operazioni: Open, Specific e Certified. La categoria Open è quella più semplice e che interessa la maggior parte degli operatori di droni.

La marcatura di classe dei droni si riferisce al peso e alla caratteristiche del drone e determina il tipo di operazioni per cui può essere utilizzato. Le classi vanno da C0 a C4 per la categoria Open e da C5 a C6 per la categoria Specific.

L’identificazione remota del drone si riferisce alla capacità del drone di essere tracciato e identificato in caso di incidente o violazione delle normative. Avere capacità di tracciamento a livello tecnico significa che ogni drone deve essere dotato di un sistema di identificazione elettronica che comunica l’identificativo elettronico (o remote ID) e altri dati.

I requisiti per i piloti di droni dipendono dalla classe del drone e dalle operazioni che si desidera effettuare. Per la categoria Open, è sufficiente un certificato ottenuto a seguito di un esame a quiz effettuato online, che in Italia viene comunemente chiamato “patentino” per droni. Il primo patentino drone da ottenere è l’A1-A3, il secondo che si può ottenere è l’A2.

Le limitazioni geografiche si riferiscono alle zone in cui è vietato volare con i droni, o dove esistono limitazioni specifiche di altezza o distanza. Le restrizioni di volo per un drone possono essere dovute a questioni di sicurezza, come ad esempio la vicinanza a aeroporti o aree sensibili, o per rispettare la privacy delle persone.

Come funziona il regolamento per i droni FPV?

I piloti di droni FPV devono seguire le stesse identiche norme della categoria Open, ma in aggiunta devono essere accompagnati da un osservatore (o spotter) che mantenga il contatto visivo diretto con il drone e controlli la situazione circostante.

Come funziona il regolamento per i droni giocattolo?

I droni giocattolo sono esenti dal rispetto delle regole dell’aria e non sono considerati veri e propri droni UAS (“Unmanned Aircraft System”, in italiano “Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto” o SAPR).

Per i droni giocattolo non è necessario conseguire alcun patentino, non è obbligatorio stipulare un’assicurazione e non serve la maggiore età per pilotarli, ma bisogna seguire le indicazioni del produttore sull’età minima consigliata, come per qualsiasi giocattolo.

Con i droni giocattolo è necessario rispettare le regole di buon senso, come il divieto di volo sopra assembramenti, il mantenimento del contatto visivo diretto con il drone e il rispetto della privacy.

Come funziona il regolamento per i droni autocostruiti?

I droni autocostruiti sono considerati alla stregua di qualsiasi altro drone e devono rispettare le stesse normative in vigore, con alcune specifiche. I droni autocostruiti che pesano meno di 250 grammi possono volare in A1. I droni che pesano più di 250 grammi e meno di 25 kg devono volare in A3. I droni autocostruiti non hanno necessità di un sistema di identificazione remota (Remote ID).

Cosa sono le Categorie nel regolamento dei droni?

Le categorie nel regolamento EASA sui droni si riferiscono a classificazioni che determinano il tipo di operazioni che possono essere effettuate con i droni, basate sui rischi associati a quelle operazioni. Le 3 categorie sono Open, Specific e Certified.

Le categorie del regolamento droni EASA sono state ideate per facilitare la regolamentazione e la gestione del traffico dei droni nei cieli europei, garantendo sicurezza e conformità nelle operazioni di volo. La categoria più comune è la Open, poiché interessa la maggior parte degli utenti che acquistano un drone commerciale.

Le caratteristiche principali di ogni categoria del regolamento droni sono spiegate qui sotto.

  • Categoria Open: È la categoria più ampia e permette l’utilizzo di droni senza necessità di autorizzazioni specifiche da parte delle forze dell’ordine o enti predisposti (ENAC in Italia). I piloti devono rispettare determinati requisiti come l’ottenimento di un attestato (patentino), i limiti di peso del drone, l’altezza di volo massima e la distanza minima dalle persone. La categoria Open dei droni si suddivide ulteriormente in 3 sottocategorie (A1, A2, A3) in base alle caratteristiche del drone che determina la possibilità di avvicinarsi a persone e edifici.
  • Categoria Specific: È richiesta una valutazione del rischio e l’ottenimento di un’autorizzazione specifica per poter operare con il drone. È necessaria per tutte quelle attività che non rientrano nei parametri della categoria Open.
  • Categoria Certified: È la categoria più restrittiva, e richiede la certificazione del drone e dell’operatore. È possibile effettuare operazioni complesse o ad alto rischio, come il trasporto di persone o merci pericolose.

Come funziona il regolamento droni nella categoria Open?

La categoria Open del regolamento EASA dei droni funziona secondo il principio di “Più è pesante, più è lontano, più è sicuro”. Maggiore è il peso del drone e più si avvicina alle persone, maggiori saranno i requisiti richiesti per poter operare in sicurezza. Le tre sottocategorie (A1, A2, A3) si distinguono principalmente in base al peso del drone e alla distanza minima dalle persone.

Le regole generali delle sottocategorie della Categoria Open del regolamento dei droni sono spiegate qui sotto.

  • Sottocategoria A1: Permette il volo sopra persone non coinvolte solo con droni sotto i 250 grammi o droni tra 250 e 900 grammi con determinate caratteristiche (droni con marcatura di classe C0 e C1). È necessario evitare di sorvolare assembramenti di persone.
  • Sottocategoria A2: Consente di far volare droni fino a 4 kg (droni C2), mantenendo una distanza di almeno 50 metri dalle persone. È permesso operare vicino alle persone, ma è necessario ottenere l’attestato A2 (dopo aver conseguito l’A1-A3).
  • Sottocategoria A3: Permette l’utilizzo di droni fino a 25 kg (droni C3 e C4), mantenendo una distanza minima di 150 metri da edifici, persone, industrie e aree ricreative.

Le regole generali della categoria Open del regolamento dei droni in Italia sono elencate qui sotto.

  • Attestato: necessario per pilotare i droni sopra i 250 grammi fino a 25 kg.
  • VLOS: il volo è consentito solo in modalità VLOS (Visual Line of Sight), ovvero il pilota deve sempre avere una visuale diretta sul drone.
  • Altezza massima: il drone può volare fino a un’altezza massima di 120 metri. Alcune zone del territorio hanno altezze massime diverse, o sono completamente interdette al volo.
  • Mappe: è necessario consultare le mappe ufficiali dell’ente predisposto (in Italia D-Flight.it) per verificare le regole di volo specifiche della zona.
  • Obbligo registrazione: è obbligatoria la registrazione presso l’autorità competente per tutti i droni di peso superiore ai 250 grammi e per quelli inferiori a 250 grammi ma dotati di telecamera. In Italia l’autorità competente è il sito D-Flight.it. L’operatore del drone deve anche apporre un QR code (personale e univoco) su ogni suo drone.
  • Assicurazione: in Italia è sempre obbligatoria.
  • Età minima: in Italia 16 anni
  • FPV: è consentito utilizzare tecnologie di FPV (First Person View) solo se assistiti da un altra persona che controlli la situazione intorno al pilota e possa sempre vedere il drone.
  • Volo notturno: consentito se drone equipaggiato con luce verde lampeggiante.
  • Marcatura di classe: Obbligatoria per tutti i droni dopo il 1° gennaio 2024.

La Open Category dei droni è quella che interessa la stragrande maggioranza degli utenti che vogliono acquistare un drone per divertimento o per passione. Nel regolamento della Open Category (o Categoria Aperta) sono fondamentali i concetti di attestato, marcatura di classe, registrazione come pilota, aree per il volo e assicurazione.

Che cos’è l’attestato per il pilotaggio (patentino) nel regolamento droni?

L’attestato per il pilotaggio dei droni, detto anche patentino, è un certificato di competenza necessario per poter operare legalmente con i droni, in conformità con le normative europee. Questo attestato è richiesto per la categoria Open dei droni e può essere ottenuto attraverso una prova d’esame online effettuabile in qualsiasi paese europeo.

Il primo attestato o patentino ottenibile è l’Attestato UAS Open A1-A3, che consente di volare con i droni nelle categorie di operazioni A1 e A3. A seguire è possibile conseguire l’attestato A2, che consente il volo nella categoria A2.

Per ottenere il patentino A1-A3 è necessario superare un test online di 40 domande a risposta multipla con una percentuale minima del 75% di risposte corrette. Il costo dell’esame è fissato dagli stati membri. In alcuni paesi come il Lussemburgo è gratis, mentre in Italia il costo è di circa 30 euro.

Per sostenere l’esame A2 drone, è necessario aver già conseguito l’attestato A1/A3. L’esame consiste in domande a risposta multipla e si svolge online in modalità “proctored”, ovvero sorvegliata, per garantire l’integrità della procedura. Per conseguire l’attestato A2, oltre al test teorico il pilota deve aver completato un addestramento pratico, svolto autonomamente e autocertificato.

Esistono droni che si possono pilotare senza patentino?

I droni che è possibile pilotare senza patentino sono i droni di peso inferiore ai 250 grammi (Classe C0) e i droni marchiati come giocattolo (se non più veloci di 90 km/h).

I droni di classe C0 pilotabili senza patentino sono disponibili sul mercato e sono spesso utilizzati per attività di hobby e piccole operazioni professionali. Esempi di questi droni includono il DJI Mini 3 e il DJI Mini 4, noti per la loro leggerezza e capacità di volare in aree urbane e sopra persone, sempre rispettando le norme di sicurezza

È necessario assicurarsi di aver trovato dei modelli identificabili correttamente come “droni senza patentino” prima di effettuare l’acquisto.

Il regolamento droni prevede l’obbligo di registrazione?

Per pilotare un drone nella categoria Open è necessario registrarsi presso l’ente specifico del paese di riferimento, dopo aver conseguito l’attestato A1-A3. In Italia l’ente di riferimento è il sito D-Flight.it.

Il soggetto tenuto a registrarsi è l’operatore del drone, ovvero il proprietario (persona o società) che possiede il drone o che lo noleggia. Il pilota, ovvero chi effettua nel concreto le operazioni di volo, è tenuto solo al possesso dell’Attestato A1-A3 e nel caso A2.

La figura di operatore e pilota di drone generalmente convergono nella stessa persona. Un individuo è simultaneamente operatore e pilota del drone se ha acquistato il drone, è in possesso del patentino, è registrato e lo utilizza in prima persona.

Il regolamento droni prevede l’obbligo di assicurazione?

La normativa europea sui droni (Regolamento UE 2019/947) prevede l’obbligo di assicurazione per tutti i droni, sia per uso ricreativo che professionale. Le polizze assicurative per i droni coprono aspetti come la responsabilità civile, il furto o lo smarrimento del drone, la violazione della privacy e altri rischi connessi all’attività di volo.

Esistono soluzioni specifiche per l’assicurazione dei droni, offerte da compagnie specializzate come Coverdrone e Dronext, che permettono di personalizzare la copertura in base all’utilizzo ricreativo o professionale.

Il regolamento europeo Easa stabilisce l’obbligo di assicurazione per i droni di peso maggiore di 20 kg, lasciando agli stati membri libertà di estendere l’obbligo a droni di peso inferiore. In Italia infatti l’obbligo è esteso a tutti i droni, di qualsiasi peso, esclusi quelli giocattolo.

I costi delle assicurazioni per i droni partono da circa 20 euro all’anno e variano in base a fattori come il peso del drone, l’utilizzo e la durata della copertura.

Il regolamento droni cambia tra uso ricreativo e professionale del drone?

No, il regolamento droni non cambia tra uso ricreativo e professionale del drone. La normativa europea sui droni (Regolamento (UE) 2019/947) ha eliminato la distinzione tra uso ricreativo (o hobbistico) e professionale dei droni.

Il sistema di classificazione dell’utilizzo dei droni si basa unicamente sul fattore di rischio e sulla classe del drone, determinata principalmente in base al suo peso. La stragrande maggioranza degli utilizzi di un drone, sia ricreativi che professionali, rientrano nella categoria Open.

Indipendentemente dall’uso ricreativo o professionale, i piloti devono rispettare le stesse regole e requisiti in base alla categoria e sottocategoria in cui rientra il loro drone.

Dove è possibile volare con il drone da regolamento?

Le aree o mappe in cui è possibile volare con un drone sul suolo italiano (sempre secondo regolamento della categoria Open) sono indicate nel sito D-Flight.it

I tipi di area sulle mappe D-Flight in cui è possibile volare con il drone in Italia sono elencate qui sotto.

  • Aree non colorate: Nelle aree non colorate non vi sono particolari restrizioni ed è possibile volare rispettando il regolamento.
  • Aree bianche: Nelle aree bianche è consentito volare fino a 120 metri di altezza, rispettando le regole della categoria Open in cui rientra il drone.
  • Aree gialle: Nelle aree gialle si può volare mantenendosi al di sotto dei 45 metri di altezza, seguendo le regole specifiche indicate.
  • Aree arancioni: Nelle aree arancioni possono essere utilizzate dalla categoria “Aperta” o “Open” per volare in centro abitato e vicino alle persone, rispettando le regole stabilite.
  • Aree rosse: Nelle aree rosse non è consentito volare col drone, infatti a queste aree viene assegnata una quota massima di volo pari a 0 (zero) metri.

In tutti gli altri paesi dell’Unione Europea è necessario trovare il sito specifico dove vengono mostrate le aree, esattamente come mostrate su D-Flight.

È possibile viaggiare con il drone fuori dall’Italia?

Sì, è possibile viaggiare con il drone fuori dall’Italia, ma è importante rispettare le regole e i regolamenti vigenti nel paese di destinazione. In tutta Europa vige lo stesso regolamento comune, quindi è possibile viaggiare con il drone in Europa rispettando le stesse regole vigenti in Italia.

È possibile viaggiare con il drone in paesi al di fuori dell’Europa, ma è necessario accertarsi del regolamento specifico del paese di destinazione. Spesso le regole sono molto simili a quelle europee, ad esempio nel Regno Unito, ma è comunque necessario assicurarsi delle differenze e specificità.

Come funziona il regolamento sulla privacy nell’utilizzo dei droni?

Le regole per il rispetto della privacy nell’utilizzo dei droni si basano sull’evitare di invadere gli spazi personali, sull’ottenimento del consenso delle persone riprese, sull’evitare di riprendere o registrare dati personali e sulla riconoscibilità del pilota del drone.

È sempre bene evitare di invadere gli spazi personali e l’intimità delle persone durante le riprese con il drone, anche in luoghi pubblici come parchi o piazze. Prima di diffondere le immagini o i video del proprio drone sui social media o sul web è necessario ottenere il consenso delle persone riprese, salvo eccezioni per usi giornalistici o di libera manifestazione del pensiero.

Quando è difficile raccogliere il consenso degli interessati, è possibile diffondere le immagini ottenute con il drone solo se i soggetti ripresi non sono riconoscibili, perché ripresi da distante o oscurati.

Per rispettare la privacy con il drone è necessario evitare di riprendere l’interno di abitazioni private o pubblicare dati personali che possano ricondurre all’identità delle persone (targhe, indirizzi, ecc).

Il pilota del drone deve essere sempre visibile e facilmente individuabile, per garantire trasparenza nell’impiego del mezzo e fornire informazioni sull’utilizzo delle riprese.

Tutti i produttori di droni sono tenuti a costruire i propri droni seguendo i principi di “privacy by design” e “privacy by default”. Tuttavia, l’osservanza delle norme sulla privacy resta comunque quasi interamente di responsabilità di operatore e pilota del drone.

Che cos’è la marcatura di classe nel regolamento dei droni?

Il sistema di marcatura di classe per i droni è un insieme di regolamenti europei introdotto per standardizzare le caratteristiche tecniche dei droni in base al loro uso e rischio associato. Le marcature, da C0 a C6, definiscono specifici limiti di peso, capacità, e requisiti di sicurezza, facilitando l’identificazione delle regole operative per ciascun drone.

Secondo il nuovo regolamento in merito alla marcatura di classe degli UAS, i nuovi droni immessi sul mercato a partire dal 1° gennaio 2024 sono tenuti a esibire chiaramente il marchio specifico della relativa classe.

Il peso è il più importante fattore nel sistema di marcatura di classe dei droni, ma non è l’unico. L’appartenenza di un drone ad una specifica classe e la corrispondente certificazione sono legate alle caratteristiche tecniche e progettuali del drone, ad esempio sistemi sicurezza, geoconsapevolezza, trasmissione dati, distanza massima, e velocità massima.

Le caratteristiche principali di peso delle classi relative alla marcatura dei droni sono elencate qui sotto.

  • Classe C0: Droni con massa massima al decollo (MTOM) inferiore a 250 grammi.
  • Classe C1: Droni con massa massima al decollo (MTOM) inferiore a 900 grammi.
  • Classe C2: Droni con massa massima al decollo (MTOM) inferiore a 4 kg.
  • Classe C3: Droni con massa massima al decollo (MTOM) inferiore a 25 kg.
  • Classe C4: Droni autocostruiti o immessi sul mercato prima del 1° gennaio 2024, con massa massima al decollo (MTOM) inferiore a 25 kg.
  • Classe C5 e C6: Droni con massa massima al decollo (MTOM) inferiore a 25 kg e caratteristiche tecniche più avanzate.

I droni da C0 a C4 sono utilizzabili nella categoria Open, mentre i droni C5 e C6 possono essere utilizzati nella categoria Specific.

Quali standard devono rispettare i droni per avere la marcatura di classe da regolamento?

Per avere la marcatura di classe classe europea i droni devono rispettare tre standard fondamentali. Devono esseere dotati di un sistema per l’identificazione elettronica (Remote ID – Direct ID), un sistema di Geo Awareness (geo consapevolezza) e una luce verde lampeggiante.

Il Remote ID consente alle autorità e al pubblico di identificare i droni da remoto. Il sistema di Remote ID trasmette dati identificativi come il numero di serie del drone, il numero di registrazione dell’operatore, la posizione del pilota remoto o, se non disponibile, il punto di decollo e la posizione del drone.

Il sistema di Geo Awareness rileva violazioni dello spazio aereo, avvertendo il pilota con allarmi per prendere misure correttive. Il sistema di Geo Awareness consente aggiornamenti su restrizioni aeree, mostra avvisi per aree proibite e impedisce l’accesso a certe zone, garantendo la sicurezza del volo.

La luce verde lampeggiante serve a rendere più sicuro il volo notturno, rendendo più facilmente identificabile il drone sia da terra che dagli altri velivoli.

Quali sono le regole per ogni classe di droni?

Le principali norme relative alla marcatura per le classi di droni dalla C0 alla C6 sono elencate qui sotto.

  • Classe C0: Droni con una massa massima di 250 g, velocità massima di 19 m/s e altezza massima di 120 m. Devono essere controllabili in sicurezza, minimizzare i danni alle persone, avere modalità Follow-me e alimentazione elettrica.
  • Classe C1: Droni fino a 900 g, con velocità massima di 19 m/s e altezza massima di 120 m. Devono garantire resistenza meccanica, riduzione dei danni alle persone, e sistemi di controllo, avviso e geoconsapevolezza.
  • Classe C2: Droni fino a 4 kg con altezza massima di 120 m. Richiede controllabilità, resistenza meccanica, riduzione dei danni, modalità a bassa velocità e geoconsapevolezza. Devono avere sistemi di avviso batteria scarica, illuminazione, alimentazione elettrica, identificazione a distanza, limitazione spazio aereo.
  • Classe C3: Droni fino a 25 kg e dimensioni massime di 3 m, con altezza massima di 120 m. Richiede controllabilità, droni prigionieri, gestione del collegamento di controllo, riduzione del rumore, illuminazione, avviso di batteria scarica, e alimentazione elettrica. Devono includere un sistema di geoconsapevolezza.
  • Classe C4: Droni fino a 25 kg senza modalità di controllo automatico, eccetto assistenza alla stabilizzazione. Devono essere controllabili in sicurezza.
  • Classe C5: Droni fino a 25 kg e dimensioni massime di 3 m, esclusi droni ad ala fissa. Devono avere sistemi di controllo, limitazione dello spazio aereo, modalità a bassa velocità, avviso batteria scarica, illuminazione, alimentazione elettrica e identificazione a distanza.
  • Classe C6: Droni fino a 25 kg e dimensioni massime di 3 m, con varie configurazioni. Richiede alimentazione elettrica o a combustione, controllabilità, programmazione della traiettoria, identificazione a distanza, limitazione dello spazio aereo, protezione del collegamento di controllo, avviso batteria scarica, illuminazione, informazioni sul volo.

Quali sono i migliori droni per rispettare il regolamento?

I droni migliori per rispettare il regolamento sono i droni in possesso di marcatura di classe ufficiale, da C0 a C6. I droni con marcatura posseggono tutte le caratteristiche tecniche e la strumentazione obbligatoria per rispettare le norme e la sicurezza di pilota e altre persone.

Tutti i nuovi droni DJI, ad esempio, sono in possesso di marcatura di classe, e quindi rispettano in toto le normative della nuova regolamentazione droni. Oltre a DJI, altri produttori di droni con telecamera, ad esempio Parrot, producono droni con marcatura di classe che rispettano il regolamento.

Ivan Pirovano

Pilota APR appassionato, Attestato A1-A3 Open Category

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