L’Attestato Pilota APR rilasciato in Italia vale anche in Europa?

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Hai forse letto che dal 1° gennaio 2021 il mondo dei droni è passato dal vecchio regolamento italiano ENAC al nuovo regolamento europeo EASA?

Se hai cominciato ad interessarti a questo mondo, avrai anche letto dell’Attestato A1-A3 (detto anche Patentino Online) da dover ottenere tramite esame per poter pilotare la maggior parte dei modelli di droni.

Ma la domanda a questo punto sorge spontanea.

Se ottengo l’Attestato di Pilota APR in Italia, è valido anche in Europa?

Rispondiamo subito.

L’Attestato di Pilota APR A1-A3 (o Patentino Online) rilasciato in Italia è valido in tutta Europa, più precisamente in tutti gli stati EASA (Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea). Dell’EASA, oltre agli stati membri dell’Unione, fanno parte i paesi dell’Associazione Europea di Libero Scambio, ovvero Liechtenstein, Norvegia, Svizzera e Islanda.

Si tratta di un totale di 31 stati. In questa pagina puoi vedere la lista direttamente dal sito ufficiale EASA, e qui puoi vedere la risposta diretta a questa domanda nelle FAQ del sito.

Il Regno Unito non fa più parte dell’EASA, essendo definitivamente uscito dall’Unione Europea nel 2020.

Esistono anche numerosi rapporti di collaborazione con altre autorità regionali e internazionali. Ad esempio, l’EASA coopera con la maggior parte degli Stati membri del partenariato orientale UE attraverso l’iniziativa Pan-European Partners (PANEP), in cui paesi come l’Armenia, la Georgia, la Moldavia e l’Ucraina cooperano per l’utilizzazione delle stesse norme di sicurezza aerea e degli accordi globali sull’aviazione dell’UE.

Questo vuol dire che con il tuo Attestato di Pilota APR conseguito in Italia, sei coperto per tutta l’Europa e non solo.

Ma vediamo più nel dettaglio cosa vuol dire e quali sono i vari elementi da considerare.

Registrazione del Drone e validità in Europa

Ok, il mio Patentino è valido anche in Europa.

Ma invece per il drone? Devo registrarlo anche negli altri stati? Come funziona?

Facciamo chiarezza anche qui, e partiamo dalla risposta ufficiale EASA:

“A meno che non abbiamo la certificazione, i droni non hanno bisogno di essere registrati, ma tu, come operatore/proprietario del drone, devi registrarti. Lo fai con l’autorità nazionale dell’aviazione del paese UE in cui risiedi.

Ti registri una volta sola, indipendentemente da quanti droni hai in funzione nella categoria “Open” o “Specific”. La tua registrazione sarà valida per un periodo definito dalla tua Autorità Aeronautica Nazionale, dopo di che dovrai rinnovarla.”

La risposta EASA sembra già abbastanza chiara, ma possiamo fare anche di meglio. Per quanto riguarda l’Italia, per la registrazione abbiamo il sistema di QR-Code gestito dal sito D-Flight, ed è valido per tutta l’Europa.

Come funziona?

Per registrarsi in Italia ed essere in regola in tutta Europa è necessario iscriversi come persona sul sito D-Flight. Con la registrazione otterrai un codice univoco o QR-Code legato ai tuoi dati personali.

Quel QR-Code univoco sarà una sorta di targa con cui potrai “immatricolare” tutti i tuoi droni. Nella pratica, dovrai stampare il tuo QR-Code e incollarlo in maniera opportuna su tutti i tuoi droni e sui relativi controller.

La registrazione che effettuerai in Italia sarà valida in tutta Europa, visto che da ottobre 2020 l’EASA ha ufficializzato l’integrazione di tutte le banche dati sui droni dei vari paesi europei.

In quali condizioni non devo registrarmi?

Da tutto questo sono esclusi i droni giocattolo e quelli che pesano meno di 250 grammi.

Questo significa che non è necessario conseguire l’Attestato APR per pilotare questo tipo di droni, e non è necessario registrarli sui relativi siti d’aviazione nazionali.

Tradotto, con un drone come, ad esempio, il DJI Mavic Mini 2, che pesa meno di 250 grammi, puoi girare tutti i paesi EASA senza patentino e senza doverci applicare QR-Code vari.

L’assicurazione sui droni in Europa come funziona?

Se l’argomento Attestato APR A1-A3 è stato reso comune e omogeno in tutti i paesi EASA, lo stesso non possiamo dire per il tema assicurazioni.

Gli obblighi di assicurazione variano da paese a paese.

L’Europa ha posto come obbligo quello di assicurare qualsiasi tipo di drone con peso superiore ai 20 kg, come vediamo direttamente da questa FAQ.

Ma le cose possono cambiare molto da paese a paese. Ad esempio, in Italia la situazione è molto diversa.

In Italia c’è l’obbligo di assicurare qualsiasi tipo di drone con peso superiore a 250 grammi, sia in caso di uso ricreativo hobbistico che per uso professionale.

Puoi capire come funziona e addirittura stipulare la polizza direttamente su dronezine.it.

Come trovare info sul volo negli altri paesi Europei-EASA

Quanto scritto finora è davvero molto interessante e inaugura una stagione di regole comuni e semplificate per tutto il territorio europeo “allargato”.

Tuttavia, è bene tenere a mente che non tutti i paesi EASA stanno recependo queste nuove normative alla stessa velocità. Alcuni paesi potrebbero essere più indietro e quindi fare fede ancora alle loro vecchie regolamentazioni.

Inoltre, un singolo paese europeo potrebbe comunque applicare delle lievi modifiche al regolamento comune EASA.

Questo vuol dire che è sempre bene verificare le regolamentazioni al volo dei droni del paese in cui intendiamo recarci, andando a controllare le principali norme di sicurezza e di vigilanza.

Farlo non è troppo difficile.

Ogni paese europeo hanno quelli che per l’Italia sono l’ENAC e d-flight.it.

Puoi trovare facilmente l’elenco completo e ufficiale delle varie Autorita Aeronautiche Nazionali direttamente dal sito EASA.

Esame Pilota APR in altri paesi Europei

Possiamo dire che è già una bella cosa il fatto che il nostro Patentino Online sia valido in tutta l’Unione Europea “allargata”.

Ma le “comodità” non finiscono qui.

Infatti, l’Attestato APR A1-A3 può anche essere conseguito online tramite l’autorità di riferimento di un altro paese EASA. Questo vuol dire che potremmo anche fare l’esame online come fossimo ad esempio spagnoli, tedeschi o francesi.

Chiaramente, ci sarebbe il “problema” della lingua, perché l’esame verrebbe sostenuto nella lingua nazionale. Se conosci solo l’inglese e stai pensando che il Regno Unito non fa più parte dell’Unione Europea, ricorda che c’è sempre l’Irlanda.

Può sembrare una stupidata, ma in realtà questa apertura sta già portando a una sorta di competizione tra le varie agenzie europee per offrire servizi migliori e costi minori.

Da questa prospettiva, potrebbe diventare tutto molto interessante.

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