I droni possono volare su una proprietà privata?

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Il tuo dubbio è più che legittimo. In fondo, a meno che tu non viva isolato dal mondo, è molto probabile che con il tuo drone potresti trovarti a volare vicino a delle proprietà private.

E quindi, siamo sicuri che i droni possano volare su una proprietà privata? Ecco la risposta e tutti gli ulteriori dettagli di cui hai bisogno per sapere come comportarti.

È consentito sorvolare una proprietà privata senza bisogno di autorizzazioni mantenendosi almeno ad un’altezza e/o una distanza di 20 metri. Per effettuare riprese che includono la proprietà è necessario richiedere un’autorizzazione preventiva ai proprietari, altrimenti bisogna oscurarla.

L’autorizzazione va chiesto tramite apposito modulo in cui si informa l’interessato delle modalità in cui si vogliono effettuare le riprese e del motivo.

Bisogna specificare bene che uso verrà fatto delle immagini, e va garantita all’interessato la possibilità di visionare il materiale, averne una copia o chiederne la cancellazione o l’oscurazione.

In quali casi non serve il consenso?

Non sempre è necessario richiedere le autorizzazioni per poter includere nelle proprie riprese delle proprietà private.

L’unico caso è quello in cui le riprese sono svolte in modalità panoramica. Questo semplicemente vuol dire che le riprese sono state fatte talmente lontano da rendere impossibile l’identificazione di persone o dati o informazioni sensibili e personali.

Per capire bene che cosa si intende di preciso per “dati e informazioni personali”, e per sapere quali altri paletti devi rispettare, continua la lettura.

Limiti e distanze di sicurezza per il volo su proprietà private

Il discorso dei limiti e delle distanze minime da mantenere dalle proprietà private merita sicuramente qualche altra parola.

Abbiamo detto infatti che per legge bisogna almeno stare a 20 metri di altezza dalla proprietà, ma è chiaro che va considerata anche l’effettiva altezza della proprietà stessa, e i 20 metri vanno aggiunti ad essa.

Non puoi volare a 20 metri di altezza dal suolo sopra una proprietà alta 19 metri, quindi a solo un metro di distanza effettiva.

Fatto questa specifica, per essere sicuri di non infrangere le norme del volo, è necessario anche essere sicuri di quali sono i limiti assoluti di altezza massima raggiungibile con il drone, stabilite dall’ENAC per tutto il territorio italiano, e visualizzabili sul sito D-Flight.it.

Ma mantenere la distanza minima da una proprietà privata non è l’unica cosa da considerare, soprattutto se intendi effettuare delle foto e delle riprese. Per questo è necessario conoscere i principi base della tutela della privacy.

Nei prossimi paragrafi abbiamo racchiuso i principali capisaldi della questione privacy coi droni per facilitarti la comprensione.

Rispettare la privacy delle proprietà private con il drone

Per essere sicuri di volare e fare riprese con il nostro drone nel rispetto della privacy e della proprietà privata, bisogna rispettare due normative principali:

  • norme sulla sicurezza (ENAC)
  • norme sulla privacy (Garante della Privacy)

Proprio il Garante Della Privacy ha preparato una pagina specifica con le linee guida principali ben organizzate.

Il punto più importante che devi tenere a mente è l’”ottenimento del consenso”, ovvero se le persone sono state informate e hanno dato il loro consenso all’utilizzo delle immagini che le riguardano.

I droni sono dei dispositivi capaci di catturare immagini, suoni e dati. Quindi il loro utilizzo deve avvenire nel rispetto delle norme per la Tutela Della Privacy. In particolare, bisogna seguire:

  • Codice in materia di tutela dei dati personali (D. lgs. 196/2003)
  • Regolamento Europeo in materia di tutela dei dati personali (GDPR UE 2016/679)

Inoltre, l’operatore deve sempre rispettare due principi ben chiari sanciti dalla nuova normativa europea:

  • Privacy by Design (usa il drone più adeguato a raccogliere il minor numero di dati personali)
  • Privacy by Default (cerca di riprendere solo lo stretto necessario per le tue finalità)

Quando si possono effettuare riprese di proprietà private o persone?

Si possono effettuare riprese con il drone di persone o di proprietà private nei casi in cui:

  • C’è il consenso dei soggetti ripresi
  • Le riprese sono per uso giornalistico o interesse generale (anche senza consenso)
  • Si sta riprendendo un personaggio pubblico o noto (anche senza consenso)

Per ripetere, non si può riprendere una proprietà privata o una persona se non c’è il consenso dei soggetti interessati.

Se tuttavia non è possibile effettuare delle riprese senza includere anche il soggetto che non ha dato o ha negato il consenso, si può procedere comunque ma bisognerà necessariamente oscurare i volti dei soggetti o qualsiasi altro elemento che possa consentirne l’identificazione.

Differenze tra luogo pubblico o privato

Come spiegato prima, il punto principale è sempre l’ottenimento del consenso, ma è anche vero che c’è una bella differenza tra fare o ottenere il consenso quando si fanno riprese in un luogo privato, o quando si opera in pubblico.

PRIVATO: non ci sono procedure particolari da seguire, a patto che i presenti siano informati delle riprese e si possa dimostrare che hanno espresso il loro consenso, che può essere preso in vari modi. Ad ogni modo, non si può comunque divulgare materiale che possa ledere l’onore o la reputazione della persona.

PUBBLICO: ci sono regole e procedure precise da seguire. Il pilota deve essere ben visibile per fare capire la presenza del drone e quindi la possibilità di essere ripresi. Se non si può prendere il consenso delle persone (attraverso apposito modulo) si deve evitare il più possibile di riprenderle, possibilmente da lontano così che non possano essere riconosciute, e nel caso oscurando i loro volti o qualsiasi segnale che possa identificarli (targhe, indirizzi, ecc.)

Regolamento GDPR per i droni

Il famoso regolamento GDPR si applica si in ambito ludico che professionale, non ci sono distinzioni, vale per tutti quelli che si trovano all’interno del territorio Europeo.

Il GDPR si fonda sull’identificazione di cosa sono i “dati personali” delle persone, ovvero nomi, indirizzi email o numeri civici, e di cosa sono le “informazioni personali identificabili”, ad esempio le immagini o riprese aeree di cittadini o cose, quindi anche le abitazioni e le proprietà private.

Ogni volta che con il nostro drone raccogliamo e successivamente archiviamo o elaboriamo dati, immagini o video, dobbiamo fare attenzione se questi contengono dati o informazioni personali di qualcuno, e agire di conseguenza.

Quindi, se durante un volo ci accorgiamo di avere ripreso una persona chiaramente identificabile all’interno di una proprietà privata, dobbiamo fare di tutto per evitare l’utilizzo di quelle immagini. Se proprio impossibile, dobbiamo oscurare fino a rendere non identificabile la persona.

Come si fa a capire se ci sono “dati personali” nelle immagini?

Considera i seguenti punti per capire cosa può finire nei “dati personali”:

  • Il primo punto è il volto, se è chiaramente visibile, è un dato personale non utilizzabile
  • Secondo punto, se sono presenti evidenti caratteristiche fisiche, o di comportamento, o professionali, o di vita privata, che ne consentono la chiara identificazione
  • Se la ripresa insiste per un tempo prolungato un singolo soggetto
  • Se ci sono altri elementi che ne consentono la chiara identificazione, tipo targa dell’auto, indirizzo civico, ecc.

Cosa deve fare un operatore che deve trattare dati personali di altre persone

A meno che tu non voglia utilizzare il tuo drone solo per riprendere paesaggi, molto probabilmente ti troverai in situazioni in cui dovrai gestire la questione del trattamento e della tutela dei dati personali delle persone per via delle riprese che andrai a fare.

Il GDPR fornisce delle norme ben precise, che ti riassumo qui per convenienza ancora una volta.

In primis, se possibile, le persone vanno informate preventivamente che verranno riprese, così che, nel caso, possano chiedere informazioni a riguardo e sapere come verranno utilizzate le loro informazioni, e nel eventualmente possano opporsi o chiedere di essere oscurate.

Nello specifico, si usa proprio un modulo-liberatoria da compilare e far firmare ad ogni cittadino.

A seguire, le riprese devono comunque essere eseguite cercando di limitare al massimo l’inquadratura di dati personali (privacy by design).

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